• Carlo Masullo

Come capire a colpo d'occhio se un DPI è conforme

Ancora ad oggi c'è chi quando va ad acquistare dei DPI non sa come capire se il proprio acquisto è o non è di qualità.

Questo questo post è rivolto sia a chi acquista che a chi rivende DPI e ha come obiettivo quello di dare gli strumenti per riconoscere "a colpo d'occhio" se il prodotto che ci troviamo tra le mani è o non è idoneo ad essere acquistato/rivenduto.

I rischi che si corrono nell'effettuare un "acquisto incauto" sono differenti se si è un semplice utilizzatore o un rivenditore. Difatti la più grande preoccupazione di chi acquista deve essere la capacità filtrante del proprio DPI (e per far ciò l'unico modo è visionare e controllare il certificato che correda la mascherina e fare un controllo dell'ente certificatore, il numero che segue il CE, tramite portale NANDO), è ovvio che tale controllo va fatto in modo ancor più scrupoloso se ci troviamo tra le mani una mascherina che non abbia i requisiti per essere considerata conforme.

Invece chi rivende DPI deve essere molto accorto anche ai piccoli particolari che si ritrovano non solo sulla mascherina ma anche sul packaging che lo accompagna, in quanto la rivendita di DPI non conformi è un vero e proprio reato perseguibile a norma di legge.

Di seguito trovate elencate tutte le caratteristiche di base che devono essere presenti sia sul packaging che sul singolo DPI.


INFORMAZIONI SUL PACKAGING:

Premettiamo che tali marcature devono essere presenti in modo chiaro ed indelebile "sul più piccolo imballaggio disponibile in commercio o essere leggibili attraverso di esso se l’imballaggio è trasparente."

Di seguito elenchiamo cosa dovete trovare scritto sia sulla scatola che sulle singole bustine che la stessa contiene (a meno che la scatola non venga venduta per intero ovviamente).

  • Il nome, il marchio di fabbrica o altro mezzo di identificazione del fabbricante o del fornitore.

  • La marcatura di identificazione del tipo.

  • Classificazione. La classe appropriata (FFP1, FFP2 o FFP3) seguita da uno spazio e quindi: "NR" se la semimaschera filtrante antipolvere è utilizzabile solo per un singolo turno di lavoro. Esempio: FFP3 NR, o "R" se la semimaschera filtrante antipolvere è riutilizzabile. Esempio: FFP2 R D.

  • Il numero e l’anno di pubblicazione della presente norma europea. Almeno l’anno di scadenza. La data di scadenza può essere indicata mediante un pittogramma dove "aaaa/mm" indica l’anno e il mese. Licenza d'uso gratuita concessa in ottemperanza al Decreto Cura Italia (DL 17 marzo 2020 nr 18) © UNI Pagina 17 UNI EN 149:2009

  • La frase "Vedere le informazioni fornite dal fabbricante" almeno nella/e lingua/e ufficiale/i del Paese di destinazione, oppure utilizzando il pittogramma.

  • Le condizioni di immagazzinaggio raccomandate dal fabbricante (almeno la temperatura e l’umidità) oppure il pittogramma equivalente

INFORMAZIONI SUL DPI:

Per identificare a colpo d’occhio se un DPI ha effettivamente i requisiti per essere immesso sul mercato Italiano bisogna far caso che sullo stesso siano riportate le seguenti marcature:


  • Fabbricante/produttore legale, acronimo HY

  • Codice Prodotto, 002

  • Norma tecnica di riferimento, EN149:2001+A1:2009

  • Classificazione livello di protezione, FFP2 NR

  • Marcatura CE seguita dal Notified Body, CE 2834



Questi sono i piccoli accorgimenti per riuscire ad identificare immediatamente che il DPI a cui ci stiamo affidando è realmente conforme!


34 visualizzazioni0 commenti